Sofia, Bulgaria

Approfitto della quarantena per scrivere del viaggio a Sofia di novembre. Il pre-partenza non si rivela dei migliori, dato che sono febbricitante, ma con la mia amazing Lavinia, compagna di viaggi sin dal quarto anno del liceo, mi sento invincibile. Passerò quattro giorni senza voce e mezza sorda, ma questo e altro per un viaggio. Partenza dall’aeroporto di Bergamo, arriviamo nella capitale Bulgara in men che non si dica. Uscite dall’aeroporto, è facile trovare la metropolitana: proseguiamo sulla sinistra e giungiamo alle macchinette per i biglietti, (si possono acquistare anche ad una sorta di edicola lì di fianco). Sinceramente, non ricordo il prezzo della corsa, ma era piuttosto irrisorio. Dal momento che non ricordo nei minimi dettagli l’ordine degli avvenimenti, farò una sorta di articolo ad elenco. Vi segnalo la casa Airbnb in cui abbiamo dormito, pulitissima, ampia, arredata con gusto, e molto comoda, essendo in centro: “42: it’s your answer!”, che si trova in una delle perpendicolari di viale Vitosha.  

Ristoranti e bar di Sofia:

  • Scendendo alla fermata chiamata Serdika, lo stomaco vuoto ci ha guidate alla nostra prima esperienza culinaria bulgara: arriviamo ad una piccola panetteria deliziosa, chiamata Furna (in Stefan Stambolov 3 Boulevard), dove abbiamo gustato the caldo, biscotti, e un tipico panino ripieno di mele, una sorta di strudel. Tutto fatto in casa.
  • Made in home, cibo tipico, fatto al momento. Estremamente speziato, il dolce, cheese-cake alla zucca, la pietanza migliore (30€ in due)
  • Caffe Memento, tipica colazione italiana con cappuccino e brioche, nel centro di Viale Vitosha. Atmosfera elegante, ma piena di quotidianità (4,50€ in due).
  • Rainbow factory, squisito posto alla mano, casalingo soprattutto. Io ho optato per una insalata con bacon, pomodori, noci, pesche, formaggio di capra alla piastra, (4.50€ per un piatto che a Milano sarebbe costato almeno 15). Preparano anche centrifugati e torte fatte in casa.
  • Skaptoburger, hamburgeria rinomata per i suoi immensi panini, ricoperti di cheddar fuso. Una bomba calorica, per ovviare al pranzo troppo salutare di cui ho scritto proprio qui sopra (17€ in due).
  • Sense Rooftop Bar, se volete godervi un drink particolare, con una bella vista sulla Cattedrale, in un ambiente festaiolo e un po’ disinteressato.
  • Cake Lab, bar-pasticceria ECCEZIONALE, un po’ nascosto, in una delle perpendicolari di viale Vitosha. Le pasticcere sono due ragazze piuttosto giovani, con un atteggiamento dolce, un po’ da mamme. La seconda volta che ci hanno viste, ci hanno regalato dei pasticcini al cioccolato buonissimi! Colazione con brioche fragranti, appena sfornate sotto i nostri occhi, e cappuccino (3.70€ in due).
  • Made in blue, ristorante super consigliato da tutti coloro che son stati a Sofia, e devo ammettere, molto… eclettico e colorato dal punto di vista architettonico. Io ho preso un piatto di pollo con frutti di bosco, avocado, mozzarella, insalata e formaggio di capra alla piastra (25€ in due).
  • De Gustibus, ristorante italiano veramente ottimo: dopo una giornata deludente dal punto di vista culinario e culturale, avevamo bisogno di un buon piatto di pasta, e siamo capitate decisamente bene (il luogo è in un quartiere residenziale, leggermente fuori dal centro). 
  • JoVan The Dutch Bakery, decisamente il miglior pane mangiato in vita mia.

Attività: se avete dubbi sul da farsi, recatevi all’ufficio informazioni che c’è davanti al National Theatre

  • Non perdetevi il Free Sofia Tour (ce n’è uno ai seguenti orari: h11, h14, h18): ogni giorno dell’anno, due ragazzi si presenteranno davanti al Palazzo di Giustizia di Sofia, e vi porteranno gratuitamente a fare un giro del centro storico, spiegandovi la storia dei vari monumenti e della città. Le guide parlano in inglese oppure spagnolo.
  • In linea d’aria, troverete a pochissimi metri uno dall’altro diversi monumenti: la chiesa ortodossa chiamata Santa Domenica (in cui vi fu un attentato terroristico contro l’allora monarca Re Boris, che scampò la morte perché in ritardo alla cerimonia. Poi mi chiedono perché sono una ritardataria); dei resti romani, i cui scavi risalgono al 2012, la moschea di Banya Bashi (per entrare, bisogna togliersi le scarpe, e per le donne è necessario coprirsi il capo. Poi, sempre per le donne, c’è una scaletta stretta e nascosta sulla destra, che porta all’altezza della cupola).
  • Central Market Hall, con bancarelle di cibo tipico e oggettistica
  • Ex bagni pubblici: sono il nuovo museo etnografico e folkloristico bulgaro
  • Accanto agli ex bagni pubblici, ci sono delle fontane, da cui sgorga acqua sulfurea a 37 gradi (i cittadini riempiono bottiglie e bottiglie di quest’acqua, rinomata per avere molteplici effetti benefici. In molti vorrebbero la costruzione di nuove terme, ma per ora, nessuna risposta dal governo).
  • Rotonda di St. George, definita la gemma nascosta di Sofia, inizialmente era un centro termale, poi fu trasformata in chiesa con l’avvento del cristianesimo. Sorge circondata dai palazzi della presidenza bulgara, poiché, durante gli anni dei partiti socialisti al potere, questi professavano l’ateismo, quindi venne nascosta al popolo. Tra l’altro, davanti all’entrata dei palazzi della presidenza, si può assistere al cambio della guardia. Un tempo, i soldati che vi partecipavano dovevano necessariamente avere occhi azzurri, pesare al massimo 75kg ed essere alti almeno 1.80mt.
  • La Cattedrale di Alexander Nevsky, principale monumento di Sofia, con cupole placcate d’oro 24 e 22 carati. Un vero gioiello, all’interno del quale non si possono fare foto.
  • Davanti alla Cattedrale, si trova la Chiesa di Aya Sofya. Essendo su una collina, in passato era il primo monumento visto dagli stranieri all’arrivo di lunghi viaggi. Per questo motivo, è da questa chiesa che la città ha preso il nome.
  • Davanti alla Chiesa di Aya Sofya e alla Cattedrale si trova un mercatino antiquariato, aperto fino alle ore 17
  • Sofya Sinagogue: per me non vale i 5 lev (2.50€) che ti chiedono all’entrata
  • Mercato delle donne, folkloristico, ad ogni angolo trovi un gruppo di vecchietti intenti in qualche gioco di carte.
  • Ambasciata italiana, che vi accoglierà con alcuni versi danteschi
  • Verdissimo e pieno di giovani, il parco all’interno del quale si trova il Palazzo della Cultura
  • Vi sfido a spedire una cartolina da Sofia: dovete necessariamente comprare i francobolli alle poste, difficili da trovare, perché su Google Maps vi indirizzeranno a degli uffici più avanti, dove nessuno parlerà in inglese e non sapranno spiegarvi come arrivare al posto giusto.
  • Sofia è piena di anfratti coperti da opere di street art, divertitevi a scovarli.
  • Andate almeno una volta a fare la spesa al Lidl o al Billa. A parte i prezzi bassissimi, troverete un sacco di dolci e snack particolari, di cui ho fatto incetta prima di tornare a casa (e con cui poi ho creato un calendario dell’avvento unico)

Negozi: ho fatto un buon affare, per una sciarpa caldissima, al Central Market Hall. Ovviamente, se state solo su viale Vitosha, troverete un sacco di oggettistica inutile e costosa. Qui di seguito i nomi di alcune boutique nascoste, in cui ho fatto acquisti o di cui mi son piaciuti alcuni dettagli.

  • La ora, vende calze coloratissime, a prezzi bassissimi, e intimo.
  • Elephant Bookstore, straboccante di libri e oggetti riguardanti film, molto in stile harrypotteriano (c’è la pagina IG).
  • Pileto, negozio ceramica artigianale, con creazioni originali, raffinate e soprattutto ad un’ottimo rapporto qualità prezzo (c’è anche la pagina IG).
  • Zoya Natural & Organic shop, troverete un’infinita varietà di prodotti, tra cui biscotti, tavolette di cioccolato, the, tisane tipiche, ma anche cosmetici, creme, maschere e integratori.
  • Ci sarebbero un altro paio di posti, ma non riesco a risalirvi, né con Google Maps, né con le foto che scattai a novembre.

Plovdiv: per raggiungere questa località potete tranquillamente organizzarvi autonomamente, giungere alla stazione autobus con la metro, e farvi dare in loco indicazioni. I mezzi partono più o meno ogni ora. Devo ammettere, che per quanto pubblicizzata, Plovdiv, non mi è affatto piaciuta, è troppo turistica.

  • L’unica cosa che mi è davvero piaciuta è l’anfiteatro in cima alla città, e la via (piena di negozietti dell’antiquariato, alcuni palesemente finti, altri meglio camuffati) che da lì conduce ad una cartoleria molto carina e ben rifornita, chiamata Dalì Art&Craft Materials, in Krivolak Street 1.
  • Abbiamo pranzato al Supa Bar 2 & Cafè, tipico posto sovietico, spendendo 2€ a persona. Se siete schizzinosi, ve lo sconsiglio, se volete provare la vera e povera cucina bulgara andateci. Ci sono varie zuppe, noi abbiamo mangiato quella di patate con del pane nero.
  • Per il dolce, ci siamo recate al Djumaia- Turkish Coffee, Tea & Sweet House, tipico bar turco (bisogna ricordare che in qualche ora di pullman si giunge a Istanbul da qui), che si trova sotto la moschea Dzhumaya e di fianco allo stadio antico (per vederlo si deve pagare un biglietto, che dà l’accesso ad una visita interattiva… a mio parere hanno un po’ compromesso la bellezza archeologica del sito, per questo non siamo entrate).

Monastero di Rila: purtroppo, per recarvisi, la miglior opzione è scegliere uno dei vari tour che sono pubblicizzati dall’organizzazione del Free Sofia Tour. Noi abbiamo scelto di andare con Smart Trans, che con 29€ a testa, ci ha portate in macchina al monastero di Rila e alla Chiesa di Boyana. Non posso dire di essere rimasta soddisfatta dal giro: il monastero e la chiesa sono bellissimi, ma il nostro driver sembrava un pazzo maniaco, che su stradine di montagna, piene di curve e frane lasciate sulla strada, sfiorava i 150km/h, e per di più, non è nemmeno stato esaustivo nella spiegazione dei vari siti (mentre sul sito, era dichiarato che il driver fungeva anche da guida).

  • Il monastero di Rila è una meraviglia architettonica. Al suo interno vivono ancora 8 monaci. Non hanno il riscaldamento, e sono lontani parecchi km dal primo centro abitato. D’estate, il monastero diventa un “hotel” per i più avventurieri (i bagni, sono quasi tutti composti da turche e non da WC).
  • Sulla strada del ritorno, ho chiesto di fermarci ad una sorta di rimessa, piena di macchine e oggetti vecchi e malmessi, molto suggestiva. Dovrebbe trovarsi in località Kyustendil.
  • La chiesa di Boyana è considerata patrimonio UNESCO. Per gli studenti il costo è di 2lev a testa, altrimenti 10lev. Non è possibile fare foto all’interno della chiesa, che è circondata da un ampio giardino, pieno di scoiattoli. Vale assolutamente la visita, e la donna che vi introdurrà nel sito è gentilissima, e molto preparata.

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