I 10 ristoranti di dicembre

Per ingranre ci sto mettendo parecchio, ma uno dei primi articoli di questo blog riguarderà una delle mie più grandi passioni: il cibo. Negli ultimi mesi non sono uscita spesso, ma devo ammettere che il mese di dicembre è stato pieno di appuntamenti. Quindi ecco 10 dei posti in cui ho mangiato quest’ultimo mese, con i relativi (personalissimi) giudizi.

Ristorante Osterietta
Nel centro di San Donato Milanese, al capolinea della metro gialla, troviamo questo ristorante, la cui specialità è il pesce, anche se nel menù ci sono varie opzioni di carne. Lo spazio è molto ampio, ma i tavoli sono ben distanziati tra loro, così da poter avere la propria privacy e i propri spazi. L’attenzione al cliente è un fiore all’occhiello, così come la preparazione del pesce: che sia un antipasto di gratinati o di crudo, un primo o una grigliata mista, ogni portata è stata preparata egregiamente. In particolare, io ho apprezzato molto gli spaghetti ai ricci di mare con bottarga, con un gusto deciso, ma non invadente. Le porzioni sono abbondanti, a differenza di tanti locali appartenenti a questa fascia di prezzo. Sebbene in pochi abbiano preso il dolce, quelli che ho assaggiato erano tutti di qualità. Non posso lasciare un commento specifico per quanto riguarda il prezzo poichè siamo stati qui in occasione della mia laurea, e non ho pagato io, ma direi che siamo su una cifra di circa 40 euro a persona, escluso il bere. Nel complesso, fortemente consigliato, con qualche riserva sul prezzo, ma si sa, la qualità si paga.
Aperto dal lunedì al venerdì (12.00-14.30; 19.30-22-30), chiuso la domenica. Prenotazione necessaria.

Antica Trattoria Monluè
Non fatevi ingannare dal nome, di trattoria ha ben poco, solo la posizione geografica. Infatti, questa trattoria si trova ai confini di Milano sud-est, vicino al quartiere di via Mecenate, in una piccola frazione chiamata appunto Monluè. Ma una volta entrati, vi sembrerà di immergervi in un’antica residenza rinascimentale, completa di arredamenti originali e caminetto. In estate si può sfruttare anche un magnifico giardino, coperto di edera e glicine. Passando ai piatti, lo chef spazia dalla carne al pesce, si possono creare menù ad hoc per occasioni speciali (io sono venuta qui alcuni anni fa per la mia cresima, e recentemente in occasione delle nozze di diamante dei miei nonni). La qualità e la bontà di ogni piatto sono indiscusse, e i profumi che provengono dalla cucina fanno venire l’acquolina in bocca, ma la vera specialità di questo posto sono i risotti, in particolare quello alla milanese con l’ossobuco. Non stupitevi però di alcuni comportamenti particolari dei proprietari… A tratti la loro gentilezza è esagerata, un po’ come i prezzi, ma in un posto di tale rafinatezza, dove si ricerca l’eccellenza (spesso raggiunta), non ci si può aspettare di meno.
Aperti dal lunedì alla domenica sia a pranzo (12.00-14.30), che a cena (19.30-22.30), necessaria prenotazione.

La Cantina di Manuela
Uno dei miei posti preferiti a Milano in cui poter mangiare risotto alla milanese con l’ossobuco. Situata vicino a piazza Risorgimento, in via Poerio, questa piccola enoteca con cucina si distingue per i piatti di carne che propone, ma io ogni volta che ci torno prendo il risotto, mantecato perfettamente! In media, si spendono 25 euro a testa compreso il beveraggio. Non posso dilungarmi sulla cantina, poichè ahimè sono inesperta a riguardo (per ora), ma so che è ben fornita!
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.30), che a cena (19.30-22.30)

La Pesa Trattoria 1902
Ottima e recente scoperta in zona San Siro, mi sono recata in questa trattoria per la cena di Capodanno. Sono sinceramente stupita di come abbiano ben gestito la cena, mantenendo alta la qualità delle proposte, e i prezzi adeguati. Il locale ha pochi posti a sedere, quindi è necessaria la prenotazione, l’atmosfera è calda, e la maggior parte dei piatti sono tipici meneghini. Noi abbiamo provato un antipasto misto, in cui c’erano nervetti, cipolline e insalata russa, e tagliere con gnocco fritto (quest’ultimo eccezionale, non pesante e asciutto). Poi abbiamo ordinato risotto alla milanese con l’ossobuco (si è capito che uno dei miei piatti preferiti?), risotto alla milanese con fegatini, gnocchetti di ortiche in salsa di gorogonzola e tagliatelle al ragù di cinghiale. Sono rimasti tutti soddisfatti dei propri piatti, unica nota da sottolineare: la porzione di tagliatelle al ragù di cinghiale era poco abbondante, soprattutto messa in paragone con gli altri piatti. Infine ho assaggiato il tiramisù, il cui gusto mi ha sorpreso particolarmente, poichè erano stati usati dei biscotti particolari per prepararlo. Con tre bottiglie di vino che non saprei riportare, e varie caraffe d’acqua, abbiamo speso circa 40 euro a testa (ervamo in 8). Assolutamente consigliato.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.00-23.00)

Dirty Gym
Nel panorama milanese stanno aprendo tantissime pizzerie napoletane, che fanno a gara a chi ha il bordo più soffice e gli ingredienti migliori, magari a km zero. Beh, per me, in questa gara ha stravinto la pizzeria Dirty Gym: un sugo così buono su un impasto così delicato non mi era mai capitato di provarlo. Qui la pizza gourmet puoi decidere tu come comporla, oppure scegliere tra alcune alternative del menù. Io ho scelto quella con la salsa ai tre pomodori e con la mozzarella di bufala. Inoltre non è da sottovalutare la simpatia dei due pizzaioli presenti, che hanno scambiato volentieri qualche parola e qualche scherzo con noi, e ci hanno anche offerto il dolce. L’unica pecca del locale è che è piuttosto piccolo, e i tavolini non sono comodissimi, o almeno quelli in cui sono stata io: infatti ci si siede su delle panchine da palestra (il locale è arredato in stile palestra di box). Il conto di 15 euro a testa, comprese le bevande, è da attribuire al fatto che i prodotti siano di prima qualità e inoltre il locale si trova proprio in Darsena. Vale assolutamente non una, ma infinite visite!
Aperti tutti i giorni solo a cena (18.00-23.50).

Salsa ai tre pomodori e mozzarella di bufala

Pizzeria 081
Situata in una viuzza di Melegnano, piccola cittadina medievale di Milano sud-est (che vale assolutamente una visita!), si trova questa pizzeria napoletana. Impasto morbido, cornicione soffice e buona farcitura. Potete trovare sia il menù fisso, con le pizze classiche (margherita, bufala, quattro formaggi,…), che le proposte del mese. Io ci sono stata due volte: mentre la pizza margherita con mozzarella di bufala mi era piaciuta davvero molto, non posso lodare allo stesso modo la pizza con crema di zucca, provola, salsiccia e porcini. Sebbene l’impasto sia sempre leggero e mai gommoso, devo dire che il sapore della salsiccia copriva tutto il resto, e forse la crema di zucca era un po’ troppo asciutta per potersi godere l’intera pizza senza problemi. Ottimo invece l’antipasto di pane cotto nel forno a legna, coperto di burrata, pomodrini secchi e alici del Cantabrico. Infine, tasto dolente: i dolci. Abbiamo provato il tiramisù, tanto scenico quanto non tiramisù: sembrava più una pesante panna cremosa. Nel complesso, vale una visita, ma meglio non sbilanciarsi dalle pizze standard.
Aperto tutti i giorni eccetto il martedì, sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.30-23.30)

Carmelina
In via Cadore, a ridosso di Largo Marinai d’Italia, si trova Carmelina, ristorante napoletano. Devo dire che avevo alte aspettative per questo posto, ma l’unica pietanza che mi è piaciuta da morire è stata la pizza a doppia cottura (prima fritta, poi farcita e messa in forno). Gli gnocchi alla sorrentina erano buoni, ma mi aspettavo dei veri gnocchi alla sorrentina. Invece, come si può ben vedere anche dalla foto, di mozzarella quasi non ce n’era. Sfizioserie niente di che, decisamente evitabili. Se tornassi, e penso che per quella pizza ne valga la pena, prenderei solo quest’ultima. In totale, compresa acqua e due calici di vino, abbiamo speso circa 45 euro in due.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-14.30), che a cena (19.00-23.30)

Tigella’s
Il primo vero e proprio flop per Dammiretta è questo. Tanto per cominciare il locale è su due piani, di cui uno sotto terra, senza finestre. I camerieri inesistenti: ci siamo dovuti alzare ripetutamente, e salire al piano superiore, per attirare la loro l’attenzione. Passiamo alla formula fissa: vi saranno serviti gnocco fritto, tigelle e salse all-you-can-eat, e voi dovrete solo scegliere il tagliere, ognuno con diversi affettati e formaggi. Tralasciando il costo del tagliere, di cui non mi lamenterei se i prodotti fossero stati di qualità, il vero problema sono i salumi e i formaggi: secchi, duri, troppo salati, decisamente non all’altezza di un degno tagliere. Bevendo solo acqua, abbiamo speso circa 18 euro a testa. Non vorrei essere troppo severa, magari sono capitata nella serata sbagliata, ma non complesso lo sconsiglio.
Aperto dal lunedì al venerdì solo a cena (19.30-23.00), e nel weekend sia a pranzo (12.30-14.30), che a cena (19.30-24.00).

Tagliere, gnocco e salse

Saporè di Renato Bosco
La location esclusiva (con la vista della Galleria Vittorio Emanuele) e il nome illustre avevano alzato le nostre aspettative per questa cena, che, ahimè, non è stata esaltante. Noi, grazie ad una iniziativa promozionale abbiamo potuto assaggiare la degustazione per due persone gratuitamente. Consisteva in un antipasto (“mozzarella di pane”: una pagnottella dura, a tratti spugnosa, ripiena di burrata), una focaccia con mozzarella e prosciutto cotto (stile autogrill: non mi è piaciuta per niente), una pizza prosciutto crudo, rucola e stracchino (la quantità di stracchino esorbitante, l’impasto non male), e un dolce (panettone e gelato). Qualità non eccelsa degli ingredienti, quantità di questi ultimi non equilibrata e, dulcis in fundo, conto di 15 euro per un’acqua naturale e una Coca Cola (se non ho visto male, il menù degustazione costa 22 euro a persona, composto esattamente come sopra descritto). Non ci tornerò.
Aperto tutti i giorni sia per pranzo (11.00-16.00), che per cena (19.00-23.00).

Cocciuto
Questo sarà un parere discordante da quello di tante altre persone, ma da Cocciuto sono tornata due volte, ed entrambe le volte non mi ha entusiasmata. Non posso discutere riguardo alla pizza, non è affatto male, forse un filo gommosa. Ma non si distingue dalle tante altre che si trovano a Milano: ha più o meno gli stessi prezzi, e in compenso l’attenzione al cliente è inesistente. Un esempio? Sbagliare la comanda ripetute volte, tra l’altro sempre la stessa, denota un po’ troppa distrazione. Circa 15 euro a testa per pizza e bevande.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.00-23.30).

Pizza “Bufala Cocciuta”

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora