Idroscalo, il mare di Milano (e non solo)

Non l’avrei mai creduto possibile, ma a quanto pare tanti milanesi non sono mai stati all’Idroscalo. Forse un po’ spinti dal pregiudizio, forse per la locazione non comoda a tutti e molto probabilmente per i parcheggi a pagamento, tanti non hanno mai visitato il famoso “mare di Milano”. E in un certo senso, tanto meglio per me. Ma dal momento che il mio blog vuole essere un servizio utile, ne parlerò ugualmente, tessendo le lodi di questo angolo di pace.

Il paradiso degli sportivi…

Tanto per cominciare, l’Idroscalo è famoso per la sua conformazione, che permette la pratica di numerosi sport: nel lato ovest del parco infatti, si trovano una pista da pattinaggio e una zona adibita agli skate-lovers, con tanto di rampe. Di fianco a questa area (dove l’anno scorso si era svolta una gustosissima fiera dello street-food), si trovano l’avvincente percorso per mountain-bike e un muro per l’arrampicata (che purtroppo viene aperto al pubblico di rado, o “su prenotazione”). Non mancano le strutture più classiche, per il basket, il rugby, la pallavolo e il beach volley. Sempre da questo lato, si trova il parco giochi più fantasioso ed eclettico di Milano, in cui anche un trentenne potrebbe divertirsi (purtroppo però possono fruirne solo gli under 15, o qualcosa del genere, sorry). Ma è nella punta sud che l’Idroscalo dà il meglio di sé: il parco vanta un vero e proprio percorso wakeboard e una Wave Pool, ovvero una sorta di piscina dove vengono ricreate onde da domare con il surf. Se siete del tutto inesperti, non temete, ci sono varie classi e corsi a cui iscriversi. Lo stabilimento, con tanto di sdraio, bar e musica, è soprannominato “Wakeparadise”. Proseguendo per la zona est, si possono trovare varie aree fitness, aree per lo street workout, una piscina, i campetti da calcio a 5 e quelli per il tennis, mentre nella punta opposta, a nord, si trano vari enti, tra cui il CUS Milano, la Lega Navale Italiana o l’ASD Milano Club: se non hai mai provato la canoa, il kayak, il sup o la vela, questo è il posto giusto per farlo. Tra gli altri servizi, trovate anche il noleggio di pedalò e aree adibite alla pesca sportiva. Infine, vengono accontentati anche i cinofili: il maneggio dell’Idroscalo offre corsi di equitazioni e battesimi della sella.

… ma non solo!

Vengono esauditi i desideri anche dei meno sportivi: sono disseminati per tutto il perimetro del parco bar, chioschi e aree barbecue (anche se non sono tutti in funzione a causa della situazione Covid-19). Se raggiungete l’Idroscalo semplicemente per farvi una passeggiata, non perdetevi gli angolini più squisiti del parco, come quello chiamato “Isola delle Rose”, o quello del “Laghetto delle Vergini”, o ancora il “Giardino della Vita”. Sicuramente incapperete anche nel progetto “Arte a cielo aperto”, che prevede due percorsi: quello del “Parco dell’arte”, e quello del “Museo dei Giovani Artisti”. Camminando, sarà facile trovarsi faccia a faccia con anatre o cigni che se la stanno godendo nell’acqua, ancor più facile vedere qualche cane buttarsi nel lago a rincorrere i pennuti.

La movida milanese

Famoso è il Magnolia, dove settimanalmente, soprattutto nel periodo estivo, sono in programma svariati concerti e serate in cui la buona musica la fa da padrone. Tra le altre cose, il Magnolia fa parte del circolo ARCI, e propone vari corsi, tra cui quello base per barman, base per datore di luci o base per DJ. Per i più giovani amanti della movida e delle discoteche invece, c’è il Papaya, la cui entrata è gratuita.

Info utili

  • Orario estivo: 7.30-21.00
  • Entrate: 8 ingressi, posti in tutto il perimetro del parco.
  • Parcheggi: Lunedì – Venerdì 09.00 > 20.00 giornaliero € 2.00; Sabato, Domenica e Festivi 09.00 > 20.00 giornaliero € 3.00; Tutti i giorni (feriali e festivi) 20.00 > 03.00 costo € 5.00

È però facile trovare parcheggi gratuiti nelle aree adiacenti al parco!

  • Dal lato est trovate una casa dell’acqua che eroga acqua gratuitamente.
  • Per ogni informazione e gli ultimi aggiornamenti: https://idroscalo.org/. In particolare:
  • Info Magnolia:

TELEFONO: +39 366 5005306 / +39 02 7561046

E-MAIL: info@circolomagnolia.it

  • Info CUS:

TELEFONO: +39 02 7021141

E-MAIL: segreteria@cusmilano.it

SITO: www.cusmilano.it

  • Info Wakeparadise:

TELEFONO: +39 334 7647670

E-MAIL: milano@wakeparadise.it

SITO: http://www.wakeparadise.it

Sofia, Bulgaria

Approfitto della quarantena per scrivere del viaggio a Sofia di novembre. Il pre-partenza non si rivela dei migliori, dato che sono febbricitante, ma con la mia amazing Lavinia, compagna di viaggi sin dal quarto anno del liceo, mi sento invincibile. Passerò quattro giorni senza voce e mezza sorda, ma questo e altro per un viaggio. Partenza dall’aeroporto di Bergamo, arriviamo nella capitale Bulgara in men che non si dica. Uscite dall’aeroporto, è facile trovare la metropolitana: proseguiamo sulla sinistra e giungiamo alle macchinette per i biglietti, (si possono acquistare anche ad una sorta di edicola lì di fianco). Sinceramente, non ricordo il prezzo della corsa, ma era piuttosto irrisorio. Dal momento che non ricordo nei minimi dettagli l’ordine degli avvenimenti, farò una sorta di articolo ad elenco. Vi segnalo la casa Airbnb in cui abbiamo dormito, pulitissima, ampia, arredata con gusto, e molto comoda, essendo in centro: “42: it’s your answer!”, che si trova in una delle perpendicolari di viale Vitosha.  

Ristoranti e bar di Sofia:

  • Scendendo alla fermata chiamata Serdika, lo stomaco vuoto ci ha guidate alla nostra prima esperienza culinaria bulgara: arriviamo ad una piccola panetteria deliziosa, chiamata Furna (in Stefan Stambolov 3 Boulevard), dove abbiamo gustato the caldo, biscotti, e un tipico panino ripieno di mele, una sorta di strudel. Tutto fatto in casa.
  • Made in home, cibo tipico, fatto al momento. Estremamente speziato, il dolce, cheese-cake alla zucca, la pietanza migliore (30€ in due)
  • Caffe Memento, tipica colazione italiana con cappuccino e brioche, nel centro di Viale Vitosha. Atmosfera elegante, ma piena di quotidianità (4,50€ in due).
  • Rainbow factory, squisito posto alla mano, casalingo soprattutto. Io ho optato per una insalata con bacon, pomodori, noci, pesche, formaggio di capra alla piastra, (4.50€ per un piatto che a Milano sarebbe costato almeno 15). Preparano anche centrifugati e torte fatte in casa.
  • Skaptoburger, hamburgeria rinomata per i suoi immensi panini, ricoperti di cheddar fuso. Una bomba calorica, per ovviare al pranzo troppo salutare di cui ho scritto proprio qui sopra (17€ in due).
  • Sense Rooftop Bar, se volete godervi un drink particolare, con una bella vista sulla Cattedrale, in un ambiente festaiolo e un po’ disinteressato.
  • Cake Lab, bar-pasticceria ECCEZIONALE, un po’ nascosto, in una delle perpendicolari di viale Vitosha. Le pasticcere sono due ragazze piuttosto giovani, con un atteggiamento dolce, un po’ da mamme. La seconda volta che ci hanno viste, ci hanno regalato dei pasticcini al cioccolato buonissimi! Colazione con brioche fragranti, appena sfornate sotto i nostri occhi, e cappuccino (3.70€ in due).
  • Made in blue, ristorante super consigliato da tutti coloro che son stati a Sofia, e devo ammettere, molto… eclettico e colorato dal punto di vista architettonico. Io ho preso un piatto di pollo con frutti di bosco, avocado, mozzarella, insalata e formaggio di capra alla piastra (25€ in due).
  • De Gustibus, ristorante italiano veramente ottimo: dopo una giornata deludente dal punto di vista culinario e culturale, avevamo bisogno di un buon piatto di pasta, e siamo capitate decisamente bene (il luogo è in un quartiere residenziale, leggermente fuori dal centro). 
  • JoVan The Dutch Bakery, decisamente il miglior pane mangiato in vita mia.

Attività: se avete dubbi sul da farsi, recatevi all’ufficio informazioni che c’è davanti al National Theatre

  • Non perdetevi il Free Sofia Tour (ce n’è uno ai seguenti orari: h11, h14, h18): ogni giorno dell’anno, due ragazzi si presenteranno davanti al Palazzo di Giustizia di Sofia, e vi porteranno gratuitamente a fare un giro del centro storico, spiegandovi la storia dei vari monumenti e della città. Le guide parlano in inglese oppure spagnolo.
  • In linea d’aria, troverete a pochissimi metri uno dall’altro diversi monumenti: la chiesa ortodossa chiamata Santa Domenica (in cui vi fu un attentato terroristico contro l’allora monarca Re Boris, che scampò la morte perché in ritardo alla cerimonia. Poi mi chiedono perché sono una ritardataria); dei resti romani, i cui scavi risalgono al 2012, la moschea di Banya Bashi (per entrare, bisogna togliersi le scarpe, e per le donne è necessario coprirsi il capo. Poi, sempre per le donne, c’è una scaletta stretta e nascosta sulla destra, che porta all’altezza della cupola).
  • Central Market Hall, con bancarelle di cibo tipico e oggettistica
  • Ex bagni pubblici: sono il nuovo museo etnografico e folkloristico bulgaro
  • Accanto agli ex bagni pubblici, ci sono delle fontane, da cui sgorga acqua sulfurea a 37 gradi (i cittadini riempiono bottiglie e bottiglie di quest’acqua, rinomata per avere molteplici effetti benefici. In molti vorrebbero la costruzione di nuove terme, ma per ora, nessuna risposta dal governo).
  • Rotonda di St. George, definita la gemma nascosta di Sofia, inizialmente era un centro termale, poi fu trasformata in chiesa con l’avvento del cristianesimo. Sorge circondata dai palazzi della presidenza bulgara, poiché, durante gli anni dei partiti socialisti al potere, questi professavano l’ateismo, quindi venne nascosta al popolo. Tra l’altro, davanti all’entrata dei palazzi della presidenza, si può assistere al cambio della guardia. Un tempo, i soldati che vi partecipavano dovevano necessariamente avere occhi azzurri, pesare al massimo 75kg ed essere alti almeno 1.80mt.
  • La Cattedrale di Alexander Nevsky, principale monumento di Sofia, con cupole placcate d’oro 24 e 22 carati. Un vero gioiello, all’interno del quale non si possono fare foto.
  • Davanti alla Cattedrale, si trova la Chiesa di Aya Sofya. Essendo su una collina, in passato era il primo monumento visto dagli stranieri all’arrivo di lunghi viaggi. Per questo motivo, è da questa chiesa che la città ha preso il nome.
  • Davanti alla Chiesa di Aya Sofya e alla Cattedrale si trova un mercatino antiquariato, aperto fino alle ore 17
  • Sofya Sinagogue: per me non vale i 5 lev (2.50€) che ti chiedono all’entrata
  • Mercato delle donne, folkloristico, ad ogni angolo trovi un gruppo di vecchietti intenti in qualche gioco di carte.
  • Ambasciata italiana, che vi accoglierà con alcuni versi danteschi
  • Verdissimo e pieno di giovani, il parco all’interno del quale si trova il Palazzo della Cultura
  • Vi sfido a spedire una cartolina da Sofia: dovete necessariamente comprare i francobolli alle poste, difficili da trovare, perché su Google Maps vi indirizzeranno a degli uffici più avanti, dove nessuno parlerà in inglese e non sapranno spiegarvi come arrivare al posto giusto.
  • Sofia è piena di anfratti coperti da opere di street art, divertitevi a scovarli.
  • Andate almeno una volta a fare la spesa al Lidl o al Billa. A parte i prezzi bassissimi, troverete un sacco di dolci e snack particolari, di cui ho fatto incetta prima di tornare a casa (e con cui poi ho creato un calendario dell’avvento unico)

Negozi: ho fatto un buon affare, per una sciarpa caldissima, al Central Market Hall. Ovviamente, se state solo su viale Vitosha, troverete un sacco di oggettistica inutile e costosa. Qui di seguito i nomi di alcune boutique nascoste, in cui ho fatto acquisti o di cui mi son piaciuti alcuni dettagli.

  • La ora, vende calze coloratissime, a prezzi bassissimi, e intimo.
  • Elephant Bookstore, straboccante di libri e oggetti riguardanti film, molto in stile harrypotteriano (c’è la pagina IG).
  • Pileto, negozio ceramica artigianale, con creazioni originali, raffinate e soprattutto ad un’ottimo rapporto qualità prezzo (c’è anche la pagina IG).
  • Zoya Natural & Organic shop, troverete un’infinita varietà di prodotti, tra cui biscotti, tavolette di cioccolato, the, tisane tipiche, ma anche cosmetici, creme, maschere e integratori.
  • Ci sarebbero un altro paio di posti, ma non riesco a risalirvi, né con Google Maps, né con le foto che scattai a novembre.

Plovdiv: per raggiungere questa località potete tranquillamente organizzarvi autonomamente, giungere alla stazione autobus con la metro, e farvi dare in loco indicazioni. I mezzi partono più o meno ogni ora. Devo ammettere, che per quanto pubblicizzata, Plovdiv, non mi è affatto piaciuta, è troppo turistica.

  • L’unica cosa che mi è davvero piaciuta è l’anfiteatro in cima alla città, e la via (piena di negozietti dell’antiquariato, alcuni palesemente finti, altri meglio camuffati) che da lì conduce ad una cartoleria molto carina e ben rifornita, chiamata Dalì Art&Craft Materials, in Krivolak Street 1.
  • Abbiamo pranzato al Supa Bar 2 & Cafè, tipico posto sovietico, spendendo 2€ a persona. Se siete schizzinosi, ve lo sconsiglio, se volete provare la vera e povera cucina bulgara andateci. Ci sono varie zuppe, noi abbiamo mangiato quella di patate con del pane nero.
  • Per il dolce, ci siamo recate al Djumaia- Turkish Coffee, Tea & Sweet House, tipico bar turco (bisogna ricordare che in qualche ora di pullman si giunge a Istanbul da qui), che si trova sotto la moschea Dzhumaya e di fianco allo stadio antico (per vederlo si deve pagare un biglietto, che dà l’accesso ad una visita interattiva… a mio parere hanno un po’ compromesso la bellezza archeologica del sito, per questo non siamo entrate).

Monastero di Rila: purtroppo, per recarvisi, la miglior opzione è scegliere uno dei vari tour che sono pubblicizzati dall’organizzazione del Free Sofia Tour. Noi abbiamo scelto di andare con Smart Trans, che con 29€ a testa, ci ha portate in macchina al monastero di Rila e alla Chiesa di Boyana. Non posso dire di essere rimasta soddisfatta dal giro: il monastero e la chiesa sono bellissimi, ma il nostro driver sembrava un pazzo maniaco, che su stradine di montagna, piene di curve e frane lasciate sulla strada, sfiorava i 150km/h, e per di più, non è nemmeno stato esaustivo nella spiegazione dei vari siti (mentre sul sito, era dichiarato che il driver fungeva anche da guida).

  • Il monastero di Rila è una meraviglia architettonica. Al suo interno vivono ancora 8 monaci. Non hanno il riscaldamento, e sono lontani parecchi km dal primo centro abitato. D’estate, il monastero diventa un “hotel” per i più avventurieri (i bagni, sono quasi tutti composti da turche e non da WC).
  • Sulla strada del ritorno, ho chiesto di fermarci ad una sorta di rimessa, piena di macchine e oggetti vecchi e malmessi, molto suggestiva. Dovrebbe trovarsi in località Kyustendil.
  • La chiesa di Boyana è considerata patrimonio UNESCO. Per gli studenti il costo è di 2lev a testa, altrimenti 10lev. Non è possibile fare foto all’interno della chiesa, che è circondata da un ampio giardino, pieno di scoiattoli. Vale assolutamente la visita, e la donna che vi introdurrà nel sito è gentilissima, e molto preparata.

I 10 ristoranti di dicembre

Per ingranre ci sto mettendo parecchio, ma uno dei primi articoli di questo blog riguarderà una delle mie più grandi passioni: il cibo. Negli ultimi mesi non sono uscita spesso, ma devo ammettere che il mese di dicembre è stato pieno di appuntamenti. Quindi ecco 10 dei posti in cui ho mangiato quest’ultimo mese, con i relativi (personalissimi) giudizi.

Ristorante Osterietta
Nel centro di San Donato Milanese, al capolinea della metro gialla, troviamo questo ristorante, la cui specialità è il pesce, anche se nel menù ci sono varie opzioni di carne. Lo spazio è molto ampio, ma i tavoli sono ben distanziati tra loro, così da poter avere la propria privacy e i propri spazi. L’attenzione al cliente è un fiore all’occhiello, così come la preparazione del pesce: che sia un antipasto di gratinati o di crudo, un primo o una grigliata mista, ogni portata è stata preparata egregiamente. In particolare, io ho apprezzato molto gli spaghetti ai ricci di mare con bottarga, con un gusto deciso, ma non invadente. Le porzioni sono abbondanti, a differenza di tanti locali appartenenti a questa fascia di prezzo. Sebbene in pochi abbiano preso il dolce, quelli che ho assaggiato erano tutti di qualità. Non posso lasciare un commento specifico per quanto riguarda il prezzo poichè siamo stati qui in occasione della mia laurea, e non ho pagato io, ma direi che siamo su una cifra di circa 40 euro a persona, escluso il bere. Nel complesso, fortemente consigliato, con qualche riserva sul prezzo, ma si sa, la qualità si paga.
Aperto dal lunedì al venerdì (12.00-14.30; 19.30-22-30), chiuso la domenica. Prenotazione necessaria.

Antica Trattoria Monluè
Non fatevi ingannare dal nome, di trattoria ha ben poco, solo la posizione geografica. Infatti, questa trattoria si trova ai confini di Milano sud-est, vicino al quartiere di via Mecenate, in una piccola frazione chiamata appunto Monluè. Ma una volta entrati, vi sembrerà di immergervi in un’antica residenza rinascimentale, completa di arredamenti originali e caminetto. In estate si può sfruttare anche un magnifico giardino, coperto di edera e glicine. Passando ai piatti, lo chef spazia dalla carne al pesce, si possono creare menù ad hoc per occasioni speciali (io sono venuta qui alcuni anni fa per la mia cresima, e recentemente in occasione delle nozze di diamante dei miei nonni). La qualità e la bontà di ogni piatto sono indiscusse, e i profumi che provengono dalla cucina fanno venire l’acquolina in bocca, ma la vera specialità di questo posto sono i risotti, in particolare quello alla milanese con l’ossobuco. Non stupitevi però di alcuni comportamenti particolari dei proprietari… A tratti la loro gentilezza è esagerata, un po’ come i prezzi, ma in un posto di tale rafinatezza, dove si ricerca l’eccellenza (spesso raggiunta), non ci si può aspettare di meno.
Aperti dal lunedì alla domenica sia a pranzo (12.00-14.30), che a cena (19.30-22.30), necessaria prenotazione.

La Cantina di Manuela
Uno dei miei posti preferiti a Milano in cui poter mangiare risotto alla milanese con l’ossobuco. Situata vicino a piazza Risorgimento, in via Poerio, questa piccola enoteca con cucina si distingue per i piatti di carne che propone, ma io ogni volta che ci torno prendo il risotto, mantecato perfettamente! In media, si spendono 25 euro a testa compreso il beveraggio. Non posso dilungarmi sulla cantina, poichè ahimè sono inesperta a riguardo (per ora), ma so che è ben fornita!
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.30), che a cena (19.30-22.30)

La Pesa Trattoria 1902
Ottima e recente scoperta in zona San Siro, mi sono recata in questa trattoria per la cena di Capodanno. Sono sinceramente stupita di come abbiano ben gestito la cena, mantenendo alta la qualità delle proposte, e i prezzi adeguati. Il locale ha pochi posti a sedere, quindi è necessaria la prenotazione, l’atmosfera è calda, e la maggior parte dei piatti sono tipici meneghini. Noi abbiamo provato un antipasto misto, in cui c’erano nervetti, cipolline e insalata russa, e tagliere con gnocco fritto (quest’ultimo eccezionale, non pesante e asciutto). Poi abbiamo ordinato risotto alla milanese con l’ossobuco (si è capito che uno dei miei piatti preferiti?), risotto alla milanese con fegatini, gnocchetti di ortiche in salsa di gorogonzola e tagliatelle al ragù di cinghiale. Sono rimasti tutti soddisfatti dei propri piatti, unica nota da sottolineare: la porzione di tagliatelle al ragù di cinghiale era poco abbondante, soprattutto messa in paragone con gli altri piatti. Infine ho assaggiato il tiramisù, il cui gusto mi ha sorpreso particolarmente, poichè erano stati usati dei biscotti particolari per prepararlo. Con tre bottiglie di vino che non saprei riportare, e varie caraffe d’acqua, abbiamo speso circa 40 euro a testa (ervamo in 8). Assolutamente consigliato.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.00-23.00)

Dirty Gym
Nel panorama milanese stanno aprendo tantissime pizzerie napoletane, che fanno a gara a chi ha il bordo più soffice e gli ingredienti migliori, magari a km zero. Beh, per me, in questa gara ha stravinto la pizzeria Dirty Gym: un sugo così buono su un impasto così delicato non mi era mai capitato di provarlo. Qui la pizza gourmet puoi decidere tu come comporla, oppure scegliere tra alcune alternative del menù. Io ho scelto quella con la salsa ai tre pomodori e con la mozzarella di bufala. Inoltre non è da sottovalutare la simpatia dei due pizzaioli presenti, che hanno scambiato volentieri qualche parola e qualche scherzo con noi, e ci hanno anche offerto il dolce. L’unica pecca del locale è che è piuttosto piccolo, e i tavolini non sono comodissimi, o almeno quelli in cui sono stata io: infatti ci si siede su delle panchine da palestra (il locale è arredato in stile palestra di box). Il conto di 15 euro a testa, comprese le bevande, è da attribuire al fatto che i prodotti siano di prima qualità e inoltre il locale si trova proprio in Darsena. Vale assolutamente non una, ma infinite visite!
Aperti tutti i giorni solo a cena (18.00-23.50).

Salsa ai tre pomodori e mozzarella di bufala

Pizzeria 081
Situata in una viuzza di Melegnano, piccola cittadina medievale di Milano sud-est (che vale assolutamente una visita!), si trova questa pizzeria napoletana. Impasto morbido, cornicione soffice e buona farcitura. Potete trovare sia il menù fisso, con le pizze classiche (margherita, bufala, quattro formaggi,…), che le proposte del mese. Io ci sono stata due volte: mentre la pizza margherita con mozzarella di bufala mi era piaciuta davvero molto, non posso lodare allo stesso modo la pizza con crema di zucca, provola, salsiccia e porcini. Sebbene l’impasto sia sempre leggero e mai gommoso, devo dire che il sapore della salsiccia copriva tutto il resto, e forse la crema di zucca era un po’ troppo asciutta per potersi godere l’intera pizza senza problemi. Ottimo invece l’antipasto di pane cotto nel forno a legna, coperto di burrata, pomodrini secchi e alici del Cantabrico. Infine, tasto dolente: i dolci. Abbiamo provato il tiramisù, tanto scenico quanto non tiramisù: sembrava più una pesante panna cremosa. Nel complesso, vale una visita, ma meglio non sbilanciarsi dalle pizze standard.
Aperto tutti i giorni eccetto il martedì, sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.30-23.30)

Carmelina
In via Cadore, a ridosso di Largo Marinai d’Italia, si trova Carmelina, ristorante napoletano. Devo dire che avevo alte aspettative per questo posto, ma l’unica pietanza che mi è piaciuta da morire è stata la pizza a doppia cottura (prima fritta, poi farcita e messa in forno). Gli gnocchi alla sorrentina erano buoni, ma mi aspettavo dei veri gnocchi alla sorrentina. Invece, come si può ben vedere anche dalla foto, di mozzarella quasi non ce n’era. Sfizioserie niente di che, decisamente evitabili. Se tornassi, e penso che per quella pizza ne valga la pena, prenderei solo quest’ultima. In totale, compresa acqua e due calici di vino, abbiamo speso circa 45 euro in due.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-14.30), che a cena (19.00-23.30)

Tigella’s
Il primo vero e proprio flop per Dammiretta è questo. Tanto per cominciare il locale è su due piani, di cui uno sotto terra, senza finestre. I camerieri inesistenti: ci siamo dovuti alzare ripetutamente, e salire al piano superiore, per attirare la loro l’attenzione. Passiamo alla formula fissa: vi saranno serviti gnocco fritto, tigelle e salse all-you-can-eat, e voi dovrete solo scegliere il tagliere, ognuno con diversi affettati e formaggi. Tralasciando il costo del tagliere, di cui non mi lamenterei se i prodotti fossero stati di qualità, il vero problema sono i salumi e i formaggi: secchi, duri, troppo salati, decisamente non all’altezza di un degno tagliere. Bevendo solo acqua, abbiamo speso circa 18 euro a testa. Non vorrei essere troppo severa, magari sono capitata nella serata sbagliata, ma non complesso lo sconsiglio.
Aperto dal lunedì al venerdì solo a cena (19.30-23.00), e nel weekend sia a pranzo (12.30-14.30), che a cena (19.30-24.00).

Tagliere, gnocco e salse

Saporè di Renato Bosco
La location esclusiva (con la vista della Galleria Vittorio Emanuele) e il nome illustre avevano alzato le nostre aspettative per questa cena, che, ahimè, non è stata esaltante. Noi, grazie ad una iniziativa promozionale abbiamo potuto assaggiare la degustazione per due persone gratuitamente. Consisteva in un antipasto (“mozzarella di pane”: una pagnottella dura, a tratti spugnosa, ripiena di burrata), una focaccia con mozzarella e prosciutto cotto (stile autogrill: non mi è piaciuta per niente), una pizza prosciutto crudo, rucola e stracchino (la quantità di stracchino esorbitante, l’impasto non male), e un dolce (panettone e gelato). Qualità non eccelsa degli ingredienti, quantità di questi ultimi non equilibrata e, dulcis in fundo, conto di 15 euro per un’acqua naturale e una Coca Cola (se non ho visto male, il menù degustazione costa 22 euro a persona, composto esattamente come sopra descritto). Non ci tornerò.
Aperto tutti i giorni sia per pranzo (11.00-16.00), che per cena (19.00-23.00).

Cocciuto
Questo sarà un parere discordante da quello di tante altre persone, ma da Cocciuto sono tornata due volte, ed entrambe le volte non mi ha entusiasmata. Non posso discutere riguardo alla pizza, non è affatto male, forse un filo gommosa. Ma non si distingue dalle tante altre che si trovano a Milano: ha più o meno gli stessi prezzi, e in compenso l’attenzione al cliente è inesistente. Un esempio? Sbagliare la comanda ripetute volte, tra l’altro sempre la stessa, denota un po’ troppa distrazione. Circa 15 euro a testa per pizza e bevande.
Aperto tutti i giorni sia a pranzo (12.00-15.00), che a cena (19.00-23.30).

Pizza “Bufala Cocciuta”

Benvenuti sul blog di Dammiretta!

Scrivere è un’attività che mi è sempre piaciuta, ma dopo la fine del liceo classico ho avuto pochi momenti in cui potevo dare sfogo a questa passione. A dire la verità, avevo iniziato a tenere un diario durante la mia esperienza di volontariato in Giordania, ma lo scorso dicembre qualcuno ha avuto la buona idea di rubarmelo, e questo ha ulteriormente ostacolato i miei sforzi per mantenere l’allenamento nella scrittura. Parlo di “allenamento” perché io per certe cose (come ad esempio, appunto, per la scrittura) sono una precisina assurda, e finché non trovo l’incastro giusto di parole non sono contenta. E per poter essere fluente, si deve scrivere spesso e volentieri. E poi perché a volte, quando leggiamo articoli di giornale, blog, libri, diamo per scontato che sia sempre semplice mettere nero su bianco ciò che pensiamo. Ma non è così. A me piace scrivere, vorrei che tutti mi leggessero, ma vorrei anche che nessuno mi conoscesse. Perché in fin dei conti, quando scrivi, esprimi sempre il tuo giudizio, e questo succede anche quando leggi. Vabeh, insomma, al di là di questa prefazione un po’ inutile e un po’ noiosa, volevo anche dirvi cosa troverete in questo blog: non sono capace di ritagliarmi un argomento di nicchia, a cui nessuno abbia ancora pensato, o di cui qualcuno non abbia ancora trattato. Vivo un po’ alla giornata, e scriverò di quello che mi capita. Di gite fuori porta, o dell’ultimo libro che ho letto, di una vicenda sgradevole che ho vissuto, o di quel piatto troppo buono che ho assaggiato. Sicuramente ci saranno degli approfondimenti che riguardano la regione mediorientale e del Nord Africa (a cui sono interessata grazie ai miei recenti studi in Arabo per le Relazioni Internazionali). Vorrei creare diverse rubriche settimanali, divise per argomento, ma so già che la mia indole dis-organizzata mi impedirá di rispettare questi buoni propositi. L’importante, come mi sto ripetendo da tempo, è cominciare, poi vediamo dove andiamo a finire.
Buona permanenza!

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora